lunedì 16 marzo 2009



Ambientiamoci – Verità e bugie sul nucleare.


1) Perché l'energia nucleare prodotta sulla Terra è oggetto di una rivalutazione?
Si può meglio comprendere la potenzialità dell’energia nucleare se si va ad analizzare la situazione energetico-ambientale in cui ci troviamo. Oggi gran parte dell’industria energetica si basa sugli idrocarburi: carbone, petrolio e gas naturale. Due sono gli aspetti che interessano maggiormente questo fatto e per la precisione si tratta del costo in continua ascesa di questi combustibili, e della quantità di gas clima-alteranti prodotti dalla loro combustione. Mentre la tecnologia ha permesso di abbattere quasi totalmente tutti gli inquinanti pericolosi per la salute dell’uomo (CO, SO2, NOx, particolato), l’anidride carbonica è il prodotto della combustione, e non è eliminabile. Il mondo occidentale (ad eccezione degli USA) si è imposto tramite la sottoscrizione del protocollo di Kyoto di ridurre le emissioni di CO2 per preservare il clima del pianeta. Questo implica molte scelte strategiche nell’industria energetica, che è la maggiore produttrice di questo gas. Non c’è un’unica soluzione, ma diverse strategie l’una complementare all’altra: il potenziamento delle rinnovabili, il risparmio energetico e il potenziamento del nucleare.


2) Perché non è possibile basarci solo sulle fonti rinnovabili?
Perché queste ultime sono troppo costose e non offrono garanzia di stabilità di produzione. Mi spiego meglio. Dando per assodato che l’idroelettrico è quasi interamente sfruttato nel mondo occidentale, e che il solare ha ancora oggi costi inaccettabili (costa 8-10 volte l’energia da fonti convenzionali), l’energia eolica sembra la risorsa più promettente. L’Europa sta attualmente incrementando ogni anno la potenza eolica installata. Ma si pone un limite: a causa dell’aleatorietà dei fattori ambientali, occorre che ci sia una riserva rotante in grado di sopperire all’eventuale caduta del vento e quindi alla mancata potenza di produzione da parte dell’eolico. Per riserva rotante si intende la capacità di centrali a combustibile, in particolare turbogas che funzionano a regimi parzializzati, di essere in grado di attivarsi per compensare i cali di potenza delle rinnovabili. Possiamo incrementare la potenza eolica e in generale quella rinnovabile incostante fino al limite tecnico del 20-30% della potenza totale installata. Oltre la rete potrebbe collassare. Rimane un bel buco da colmare con altre fonti energetiche…


3) E perché il nucleare? Quali garanzie offre?
L’energia nucleare ha due grandi vantaggi: il primo è la totale assenza di gas esausti prodotti. Non produce né inquinanti, né CO2. Questo fattore assume una rilevanza fondamentale se si pensa alla sfida che ci siamo posti con la sottoscrizione del protocollo di Kyoto; in secondo luogo, ancora oggi la fonte nucleare risulta essere la più economica, a parità o addirittura sopra quella del carbone. Inoltre le centrali nucleari producono grandi potenze in poco spazio, e questo si adatta perfettamente alla realtà europea, determinata da aree densamente popolate con una concentrazione energetica molto forte. Infine occorre parlare del fatto che il nucleare è una fonte energetica propria: anche non avendo il combustibile sul suolo nazionale, esso costituisce solo una piccola parte dei costi (non più del 20%); gran parte del prezzo dell’energia venduta va a ripagare l’impianto e la sua gestione, nazionalizzando i ricavi e rendendo la Nazione che lo possiede in buona parte indipendente dall’estero.


4) La rinascita del maggio 2004: il caso di James Lovelock e il nucleare nei PVS*
Il movimento ambientalista si è sempre dichiarato contrario al nucleare, non tanto per la sicurezza delle centrali ma per il discorso dello smaltimento delle scorie. Nel 2004 James Lovelock, uno degli studiosi più autorevoli e inventore della teoria di Gaia, ha cominciato a vedere la risorsa del nucleare da un altro punto di vista. In particolare egli ha rivisto l’ordine di gravità dei problemi che minacciano l’ambiente. Nel momento in cui il cambiamento climatico risulta essere un rischio più grave rispetto alla pericolosità potenziale delle scorie radioattive, le soluzioni possibili vengono rivalutate. Lovelock sostiene che al punto a cui siamo arrivati oggi il ritardo sullo sviluppo delle rinnovabili è talmente grande che non c’è più tempo per usarle come soluzione concreta. L’unica speranza per abbassare le emissioni di anidride carbonica in maniera utile e significativa è vista ora nel nucleare. Questa tecnologia diventa quindi la soluzione temporanea per combattere il cambiamento climatico e per consentire alle rinnovabili di maturare tecnologicamente.
In particolare la costruzione di nuove centrali nucleari nei Paesi in Via di Sviluppo è secondo molti, tra cui Tim Flannery autore del libro “I signori del clima”, altamente desiderabile dal punto di vista globale perché queste andrebbero a sostituire molti impianti a combustibile fossile, estremamente inquinanti e nocivi per l’uomo oltre che per l’ambiente. Si prevede che la Cina, che attualmente produce la sua energia per il 70% da combustibili fossili rispetto ad un 25% circa su scala globale, ordinerà due nuove centrali elettronucleari all’anno per i prossimi vent’anni, mentre sono state autorizzate o stanno per ottenere la concessione diverse decine di centrali in India, Brasile, Iran, Pakistan e Corea del Sud. Mentre, tra i Paesi industrializzati nuove centrali sono previste in Francia, Russia, Giappone, Canada e Finlandia a cui di recente sembrano essersi aggiunte Svezia e Italia.


5) Fattori negativi 1: la gestione delle scorie radioattive, perché è così difficile trovare un sito di stoccaggio?
Ciò che rende difficile trovare un luogo adatto per il deposito definitivo delle scorie è la sua stabilità del tempo. Esistono tre tipi di scorie radioattive: quelle a breve, a medio e a lungo tempo di dimezzamento. Mentre per quanto riguarda le prime due i tempi di attesa perché la loro pericolosità si annulli risultano essere entro termini accettabili (si va dai 10 anni della maggior parte delle scorie, ai 100 della parte più contaminata), il problema principale sussiste per alcune parti delle barre di combustibile esaurito. Queste posso impiegare anche tempi nell’ordine di migliaia di anni per perdere la loro pericolosità. Il lato positivo è che queste scorie così pericolose sono poche. Una grande centrale nucleare ne produce non più di 3 metri cubi l’anno. Il lato negativo è che non si può pensare di conservare questi materiali sulla terraferma a causa del prolungato tempo di attesa. La soluzione più appropriata ricade su pozzi scavati nel sottosuolo in aree geologicamente stabili. Le collocazioni per questi depositi vengono quindi studiate facendo previsioni sugli spostamenti tettonici e climatici in modo da garantire le condizioni di impermeabilità del suolo entro cui costruire il deposito anche dopo 100 – 200 anni. Ma se vogliamo andare avanti a periodi tra 5000 e 10 000 anni da oggi, nulla è più certo e si ragiona solo per probabilità di rischio. Vengono fatte simulazioni di cataclismi e si dimensionano le strutture del deposito per contenere entro certi limiti eventuali fuoriuscite di materiali pericolosi al fine di tutelare la salute pubblica. Nel frattempo vengono studiati reattori particolari in grado di trasformare artificialmente i rifiuti a lungo termine in rifiuti a medio termine.
Certamente molti vedono negativamente questo tipo di soluzioni, viste quasi come un “nascondere lo sporco sotto il tappeto”. È uno dei lati deboli del nucleare. Come tutte le tecnologie ci sono pro e contro. Ora purtroppo si tratta di stimare quali “contro” siano peggio per il nostro Pianeta: i depositi sotterranei oppure le emissioni di gas serra delle altre fonti energetiche?


6) Fattori negativi 2: la sicurezza degli impianti
Non si può prendere Chernobyl come esempio per dimostrare la sicurezza degli impianti nucleari normalmente costruiti. Il reattore russo infatti non era dotato delle strutture di sicurezza di cui tutti i reattori per scopi civili devono essere forniti. Per essere chiari, Chernobyl non possedeva la cupola di cemento armato in grado di contenere qualsiasi esplosione o fuga di materiale pericoloso dal reattore stesso. Il motivo di questa mancanza era lasciare lo spazio al carroponte che doveva poter estrarre plutonio dal nocciolo per produrre armi nucleari. Inoltre al momento del disastro tutti i sistemi di sicurezza erano stati scollegati per consentire ai gestori della centrale di fare esperimenti al limite della coscienza umana. Anni prima, il reattore di Three Mile Island subiva lo stesso tipo di danneggiamento del reattore, ma le strutture contenitive hanno evitato la fuoriuscita di sostanze contaminanti, e l’incidente si è risolto senza nessun tipo di problema alla salute pubblica. Ma tornando alla questione iniziale, il problema della sicurezza non può quasi essere chiamato “problema”, semmai una “questione”. La tecnologia oggi è in grado di fornire sistemi attivi e passivi tali che rendono trascurabili i rischi di incidenti e soprattutto di contaminazione dell’ambiente circostante.


7) Fattori negativi 3: la proliferazione nucleare per scopi non-civili
Credo che questo sia uno dei problemi principali di questa tecnologia. Dotarsi del know-how del nucleare civile significa anche dotarsi potenzialmente di quello per scopi militari. In particolare la questione diventa spinosa quando paesi particolari come l’Iran o la Corea del Nord potrebbero chiedere o chiedono di partecipare al progetto dell’energia nucleare. È possibile concedere al alcuni paesi di avvalersi di questa risorsa e ad altri no? È un problema ancora oggi aperto. L’unica soluzione possibile appare essere quella, già intrapresa, di un organo di controllo internazionale come l’AIEA (o IAEA secondo l’acronimo inglese) di cui ogni nazione con un industria nucleare deve accettare i controlli. Ma per ora questo sistema non è ancora pienamente funzionante.

Giorgio Restori – dottore in “Scienze ingegneristiche” e laureando in “Ingegneria energetica” presso il Politecnico di Milano.
*paragrafo scritto insieme a Tommaso Perrone.

martedì 10 marzo 2009

Bollicine

Al momento delle consegne una delle OSS (operatrice socio sanitaria) irrompe: -Ma lo sapete che la pipì del signore al letto 20 fa la schiuma?
-Per forza, risponde la mia collega, ha bevuto lo Svelto.
Silenzio attonito. Ci guardiamo costernate. Lo Svelto?


-Scherzavo.


P.S.
la verità è che aveva fatto 3 flaconi di albumina ;)

martedì 17 febbraio 2009

Gazzelle e rinoceronti

Sto camminado verso casa, ho in mano le buste della spesa. La folla del sabato sera in centro a Firenze è un misto di turisti e di fiorentini della periferia che vengono a fare un giro, prendere un caffè e guardare le vetrine. Tutto a un tratto noto un movimento inusuale, c'è uno stridio di freni, quattro sportelli che si spalancano contemporaneamente e della gente si disperde a ventaglio mettendosi a correre. Mi fermo per cercare di capire. Accanto a me sfrecciano due o tre ragazzi, extracomunitari, venditori ambulanti improvvisati, carichi della loro mercanzia. Sono inseguiti da un carabiniere attempato confronto a loro, ma ancora agile devo ammettere. Lasciano Piazza del Duomo e si infilano nel dedalo delle stradine laterali. Sopraggiungono altri uomini in divisa e io sempre inchiodata al suolo con la mia spesa, li lascio passare. Ma ormai ho capito che succede: la solita inutile, ridicola messinscena dei tutori dell'ordine che fanno rispettare l'ordine, appunto. Rincorrere quei ragazzi, ma anche arrivare ad acciuffarli e addirittura confiscargli la merce, che cambia? Cosa risolve?
Mi faccio prendere da un attacco di ilarità mentre osservo la scena lì impalata in mezzo alla piazza. Per fortuna ho il golf a collo alto e ci posso nascondere il viso: non si sa mai che se mi vedono ridere poi arrestino anche me!

domenica 8 febbraio 2009

Distrazioni

Giornatuccia quando si perdono le chiavi di casa e si passano ore a cercarle sapendo che il doppione non sarà reperibile fino al giorno dopo.
Giornatuccia avere il terribile sospetto che te le abbia prese qualcuno che sa dove abiti e possa entrare a far manbassa delle tue cose.
Le ore non passano mai e ci si finisce le suole a forza di far la spola tra la casa ospite e la propria per controllare che il portone sia a posto.
Per ingannare l'attesa andiamo a prenderci una pizza; a tavola invoco la distrazione raccontando cose divertenti che mi sono capitate al lavoro: -Come quella volta che passai l'estate a lavorare in un ospizio e c'era una camerata di otto vecchiette e una si alzò di notte ed ebbe la bella idea di radunare sul suo letto le dentiere di tutte le altre e così io e la mia collega si perse un sacco di tempo a ritrovare le bocche giuste "nonna, fammi vedere se è questa; no, allora, prova te"-
Mi fermo a tempo per notare la faccia disgustata che ho di fronte, la forchettata di pizza rimasta a mezz'aria. E' vero, dimentico sempre che non tutti gradiscono questo tipo di discorsi, soprattutto a tavola.
Beh, se non altro sono riuscita a distrarlo. ;)

domenica 25 gennaio 2009

Popolana

Un'amica mi fa: -Senti, io domani vado a un provino per fare la comparsa in un film che gireranno qua nei paraggi. Perché non vieni anche te?
Perché no: ci sono andata. Già da fuori della porta, coda; per fortuna danno i numeri così non si letica. Una marea di gente giovane, ragazze appariscenti vestite alla moda forse per colpire l'occhio di chi deve scegliere, e altri invece anonimi di proposito, tanto in effetti, vai a sapere con che criterio gestiscono la cosa.
Si sale a grupppi di dieci, seguiti dagli sguardi un po' invidiosi di chi resta giù ad aspettare il suo turno. Sopra c'è da dare le generalità, riempire un modulo, farsi fare la foto col numero attaccato al bavero. Brutta impressione. Sembra di essere schedati e in effetti è così. Io sono la 188.
Aspettiamo ancora, ma intanto si capisce quello che ci succederà: c'è un tavolo con due ragazzi, non arrivano a trent'anni, che analizzano i candidati. Come? Semplicemente guardandoli. A qualcuno chiedono se ha esperienza nel campo del cinema o se sa andare a cavallo. Buffo vedere come la gente si fa prendere dall'emozione, facce tese e bianche di adrenalina, mani che tremano, sguardi ansiosi: sembra un esamone dell'università, invece la cosa strana è che qui non sono valutate le tue conoscenze, ma solo la tua apparenza. Inquietante direi.
Finalmente tocca a noi. Ci sediamo di qua dal tavolo. I due ragazzi ci salutano cordialmente dandoci la mano e chiamandoci per nome, ma l'atmosfera resta tesa. Lo sguardo degli esaminatori si appunta sui miei capelli corti e ritti, mi fa uno: -I capelli, perché così? -Per comodità - rispondo. -Bene, non li fare allungare per i prossimi tre mesi. Ci sentiamo. Ciao Camilla.- E tendendomi la mano mi congeda.
Torno fuori ad aspettare la mia amica e intanto penso. -Mah. Mi pare una stronzata.
Quando finalmente esce anche lei, a cui hanno addirittura fatto leggere delle battute (buon segno, pare), mi dice: -Ma lo sai che accanto al tuo nome hanno scritto una cosa? -Che cosa?
-Popolana.


venerdì 23 gennaio 2009

Piove





Sembra un quadro di Monet, invece uffa, è vero: piove.
Niente di grave, lo so, è solo così noioso!
Allora mi viene in mente la proposta fatta da una tipa sempre allegra che ama vestirsi di rosso, e cioè pensare positivo (beh, anche Jovanotti).
Mi ripeto frasi come:
splendore infinito
luce infinita
energia infinita
calma infinita
chiarezza infinita
armonia infinita
pace infinita
dignità, coraggio, progresso, miglioramento infiniti.
Insomma, funziona. Strano, vero? eppur si muove.
Come il professore di fisica nucleare di cui ho sentito un pezzetto di lezione, che diceva a proposito delle cose che si perdono: -Non bisogna dirsi "Ora la cerco" bensì "Ora la trovo".
E' una giusta disposizione d'animo, mettere l'intenzione in qualcosa di positivo, volerlo.
Sembrerebbe troppo poco, soprattutto di fronte ai fatti gravi di cui si sente in continuazione, quasi una presa di giro, una baggianata, una stupidaggine.
No. No no.
Pensare positivo credo sia rimasto uno dei pochi rimedi alla portata di tutti. Non costa nulla, cavoli, ci si può provare.


















mercoledì 24 dicembre 2008

Scenette

La nonna novantenne guarda la nipote che sta davanti al computer. La guarda e la riguarda. Alla fine sbotta: -Ma che ci fai tutto questo tempo allo specchio?

Semaforo rosso. Un ragazzo senegalese stracarico di calzini, accendini e fazzoletti offre la sua mercanzia a un tizio che sta attraversando, un rom, il quale infastidito esclama:
-Ma vai a lavorare, vai!

Io e la mia collega spostiamo dal letto alla poltrona a rotelle una signora provvista di busto, collare e tutore alla gamba destra. -Aspetta un attimo, ora ti accompagnamo fuori.
Ma tanta è la voglia di uscire che lei parte da sola, sbaglia le misure e...butta giù l'albero di natale.

lunedì 22 dicembre 2008

En conduisant


Ora immagino che per la maggior parte di voi guidare la macchina sia un'azione talmente abituale da ritenersi quasi indotta, meccanica, più che ovvia.
Per me no.
Lo è stata; in effetti per qualche anno ho guidato molto e tutti i giorni, ma adesso l'unico mezzo di cui ho padronanza assoluta è la bici.
E invece ieri m'è toccato guidare il macchinone. Dopo cena: -Guida te perché io ho bevuto il vino. -Ma io non ho la patente con me! (non la porto mai) -Va beh, se ti trovano senza patente al massimo ti fanno la multa, mentre a me se mi viene positivo il palloncino, me la levano proprio.
Così salgo al posto di guida, sistemo seggiolino e specchietti, metto la freccia, mi sporgo (rimembranze della scuola guida) e finalmente parto.
Oddio che sensazione! Forse esagero, ma è un po' come guidare un aeroplano, e poi basta spostare appena il volante e lei gira! Un po' di gas e va! In autostrada ho addirittura sorpassato due macchine proprio perché -Insomma, non importa tu vada solo a 80!
Fantastico. Dopo un po' riuscivo anche a conversare e, udite udite, il mio passeggero si è perfino addormentato!! Buon segno, no? O era solo che non dicevo niente di interessante.
Comunque a casa ci siamo arrivati, o meglio, davanti a casa: c'era da parcheggiare...Manca poco metto sotto due tipi in vespa. Ma che modi, arrivare così di soppiatto mentre sono tutta impegnata a infilare il macchinone in un posto minuscolo. Più o meno. C'è chi lo riteneva grosso da metterci un tir e quando ho gettato la spugna, me l'ha effettivamente dimostrato. E io ho messo il muso.
Allora sono arrivati i complimenti: -Però hai guidato benissimo.
Smack!


domenica 14 dicembre 2008

Passaggi

Non avere la macchina a volte può essere davvero divertente.
Io oggi ho approfittato di due passaggi, uno per l'andata e uno per il ritorno, con due persone diverse e mi sono trovata benissimo a chiacchierare con loro, benché fossero praticamente degli estranei. E' il principio degli autostoppisti: non sai mai che ti capita, ma a volte trovi dei gioielli.
Buffo perché all'inizio la conversazione è stata formale, un po' tesa, quasi banale, ma poi piano piano si è fatta più viva e sentita e adesso a ripensarci mi sento bene e sono piena di tutte quelle parole fluite fra noi con quiete e serenità.
Un'immersione nella calma, come nell'acqua calda delle terme.
Piacevolissimo.

lunedì 8 dicembre 2008

Ultimo sole

Alzo gli occhi e....



L'ultimo minuto di sole di una giornata serena.
Domani forse pioverà, ma io intanto ho visto questo!
:)

martedì 25 novembre 2008

Guerra e pace

Da una piccola discussione, un battibecco, il clima era mutato in ironico-orgoglioso e mi aveva lasciato il classico amaro in bocca.
Ci ho dormito su e poi la mattina dopo sono andata a comprare un regalo. Un invito alla tregua.
Ho ottenuto addirittura di più: un abbraccio.

mercoledì 19 novembre 2008

Novità in palestra


Hanno da poco messo dei tavolini e un thermos con tisane calde nel corridoio che precede la palestra.

All'uscita, obbligo di assaggio. E poi bere dopo aver sudato fa bene, no?

Quindi mi siedo, verso, zucchero, giro, sorseggio.

Si avvicina un tipo, anche lui deve aver appena finito di sudare, ma non lo avevo notato: io in palestra sono assolutamente asociale. Chissà perché.

Lui invece no: si siede e comincia a parlare, figurati, dei quadri attaccati alla parete.

Per un istante mi chiedo se rispondergli qualcosa, sorridergli soltanto, o guardarlo come fosse un alieno. Di solito è questo che faccio ma stavolta scelgo la prima opzione.

E' anche bruttino, ma poverino, gentile.

Mi ci trattengo per due-tre minuti, arriviamo addirittura a parlare di Parigi.

Poi con un sorriso mi defilo.

Il fatto è che nessuno mi toglie di testa che se un tipo fa il carino con una tipa, anche senza pensarci pensa di...

O sono io la fissata?

venerdì 7 novembre 2008

APO e vai!!!

Ho trovato L'Apo!!!!!! Non prendetemi per matta, si tratta di una cremina nauseantemente dolce che per la prima e unica volta avevo assaggiato in Norvegia, innamorandomene all'istante, e si chiamava in un modo strano che con questa tastiera non si può rendere, ma la pronuncia era quella: Apo.
Insomma, ieri sera mentre cercavo il miele fra gli scaffali del supermercato, l'ho trovata!!! Lei lei lei!! Non credevo ai miei occhi: esiste anche qua e chissà da quando, forse da prima che in Norvegia, ma io ormai mi ero fissata che ci fosse solo là e soffrivo enormemente la sua mancanza.
Ok, prendetemi per matta. Ve lo accordo.
Comunque per bilanciare il dolce della crema "Mouccarella" (qui si chiama così) ho preso anche un barattolo di burro di arachidi.
Ho fatto bene, no?

martedì 4 novembre 2008

Colori

Mi sono accorta solo ora che qui su Viola d'Acqua prevale il rosa. Solo ora. Un po' distrattina, lo ammetto. Ma a voi è mai capitato di dare un genere ai colori? Maschile o femminile, intendo. A me sì, da sempre:

  1. rosa = femmina
  2. rosso = "
  3. giallo = "
  4. arancio = "
  5. bianco = "
  6. viola = maschio
  7. blu = "
  8. verde = "
  9. grigio = "
  10. marrone(ih brutto) = maschio
  11. nero = maschio

lunedì 6 ottobre 2008

:D

Torno dalle vacanze e mi accoglie un clima autunnale a cui faccio fatica ad assuefarmi, mi accolgono le mie colleghe contente del fatto che non dovranno più lavorare al posto mio, e ritrovo il sorriso sdentato, improvviso e breve come un lampo, ma così vero, della Mirella che mi riconosce al di là dell'oligofrenia.
Queste sono le cose che ti riconciliano con la vita.
...e col lavoro.

giovedì 4 settembre 2008

Sentite un po' che mi sta succedendo.


Tutte le volte che vado a lavorare scendo negli spogliatoi e mi cambio, e tutte le volte che ne esco spengo la luce sia del mio sia di quelli che trovo vuoti con la luce accesa.


Ora c'è una tipa a cui questa cosa non va giù. E' convinta che le tenebre attirino ladri e malfattori e quindi, per evitare questo, secondo lei la luce deve restare accesa in permanenza.


Io le ho consigliato di chiudere a chiave il suo spogliatoio, ma lei non mi è stata minimamente ad ascoltare, anzi, ogni volta che mi vede comincia a vociarmi contro minacce e improperi e oggi siamo arrivati addirittura alle maledizioni: ti auguro che tu ci possa rimanere attaccata con le dita (non è toscana) e con la bocca. All'interruttore, immagino.


A me scappava da ridere mentre le ho detto altrettanto a te, ma...


Ma ad esser sinceri, soprattutto dopo il post di Arte, la cosa mi ha un po' inquietato.

venerdì 15 agosto 2008

Viaggio nel tempo


In libreria una copertina attira la mia attenzione: uno scorcio del Duomo dal lato sud, preciso a una foto che ho fatto tempo fa. Io e chissà quante migliaia di turisti.

Prendo il libro e inizio e leggere. Vengo trasportata in un'altra epoca, nella Firenze rinascimentale. La scrittrice è brava a descrivere le vie e la vita del tempo; mi ci sento dentro, vedo quello che descrive, sento i suoni, riconosco i posti. I carretti che passano, le botteghe degli artigiani, gli uomini in calzamaglia. Sono lì; loro non mi vedono, ma io ci sono.

Continuo a leggere e il tempo passa senza che me ne accorga. Grande idea aver messo le poltrone nelle librerie. Improvvisamente un altoparlante avverte dell'imminente chiusura del negozio. Mi alzo frastornata, metto a posto il libro, esco.

E mi ritrovo in quelle stesse vie, fra quegli stessi palazzi, cinque secoli dopo.

E mi ci vuole qualche minuto per rientrare completamente nel presente fatto di macchine, semafori, sirene ululanti e turisti accaldati.

Mi avvio verso casa. Ma la speranza di imbattersi in messer Leonardo è ormai svanita.

martedì 12 agosto 2008

La montanara
















Che impressione m'ha fatto sentir parlare di luoghi impervi, alti e faticosi da raggiungere, da una signora di 83 anni.

Normalmente sarebbe una conversazione da fare fra gente in forma, nel pieno delle sue capacità fisiche: -Sai, oggi siamo stati ad arrampicare sui Bimbi- Davvero? e da dove siete passati?- Dal bivio per Stazzema, poi su al rifugio Giorgini fino alla Baita di Gabriello-.

E' strano perché io una signora di 83 anni la vedrei bene a chiacchierare di giratine in centro o di vacanze al mare e invece lei sapeva tutto di quei luoghi come se ci fosse già stata. E c'era già stata infatti: è nata lì, quelli sono i suoi luoghi come i miei sono Borgo San Iacopo o Piazza della Repubblica (tutti pari!).

E li ha visti quando ancora erano sconosciuti ai più, le Apuane, e che roba è? Quando pullulavano di partigiani a loro perfetto agio in un ambiente boscoso, pieno di grotte e anfratti; e di tedeschi.

L'ho invidiata, lo ammetto, io che vado lassù una volta ogni tanto e che faccio sì le cose più difficili, ma che poi me ne torno alla mia calma piatta.

Lei no, lei resta lassù, fra gli gnomi, i boschi e le leggende.

martedì 5 agosto 2008

Senza parole


I tre bambini giocano in piscina, si lanciano a turno una palla e corrono a riprenderla quando va fuori sul prato, fanno a gara a chi arriva primo.

Noi stravaccati al sole, chiacchieriamo pigri.

A un certo punto salta agli occhi, anzi agli orecchi, un particolare: quei bambini stanno zitti, giocano, ma non parlano, non urlano, non dicono niente.

Strano. Di solito a mettere insieme dei bambini sono fortemente consigliati i tappi per le orecchie.

Ma questi nulla. Sorrisi, esclamazioni tutt'al più, nient'altro.

Ma com'è?

Alla fine ecco svelato il mistero: sono uno tedesco, un altro francese e la terza norvegese.

Giocano a palla in una piscina nel cuore della Toscana, Italia, Europa.

sabato 26 luglio 2008

Stronzina

Esco di casa e mi vedo davanti i vigili, anzi vigilesse, che ha la sua importanza. Blocchetto alla mano stanno facendo la multa a dei motorini parcheggiati lì, in area pedonale. Intorno a casa mia è tutta area pedonale. Per modo di dire, perché poi ci passano con ogni mezzo, eccettuati i tir.
Mi allontano a piedi e poco più in là vedo un motorino venire nella mia direzione. Il conducente non ha ancora subodorato il pericolo dietro l'angolo.
Gli passo accanto: -Ora lo avverto, ora lo avverto, ora lo avverto-.
Non l'ho avvertito.
Mi giro e con la coda dell'occhio vedo una paletta che si alza. Beccato.

E ora? Sono contenta o no? Ho fatto quello che dovevo?

Non mandatemi a quel paese, oppure fatelo, ma onestamente credo di sì.
;)

giovedì 24 luglio 2008

Come è leggera la vita


-Sì, pronto?-
-Sono io. Mi hanno messo sotto in Piazza della Libertà. Il cane...-
Non so neanche io come, ma trenta secondi dopo sono già sulla bici che pedalo a tutta forza scansando e maledicendo turisti interdetti.
Vedo un'ambulanza ferma e mi ci precipito; infatti è lì: lui già steso sulla barella, non c'è sangue e questo mi rincuora, parla, mi dice dove gli fa male, è impaurito; il cane, tenuto a guinzaglio da una signora sconosciuta, appena mi vede mi fa le feste, incolume. La bici buttata per terra in una posizione anomala. I vigili, palette, fogli, domande, gentili però. Una macchina bianca e un vecchietto stranito che guarda la scena con l'aria di chi è appena sceso dalle nuvole.
Lui viene caricato in ambulanza, una volontaria cerca di misurargli la pressione, ma ha delle difficoltà. -Ce l'ha sempre bassa- l'avverto, -Vuole che la prenda io? Sono un'infermiera- Neanche mi degna di risposta: infermiera sì, ma inopportuna. Comunque chissenefrega della pressione.
-Dove lo portate?- Al CTO- Al traumatologico? Strano, penso, io avrei scelto il Pronto Soccorso generale. Ma chissà perché non obbietto niente. La solita accettazione di fronte all'autorevolezza.
Sbagliatissimo.
E infatti quando raggiungo il CTO e chiedo di lui, mi rispondono che lì non c'è, non ne sanno niente.
Bene, allora ho solo un'altra opzione e mi rimetto a pedalare alla volta del Pronto, il mio Pronto, ci ho lavorato cinque anni, che per fortuna è lì vicino.
Infatti lo trovo. Codice giallo. Mi faccio finalmente raccontare cos'è successo. Era fermo in bici a un semaforo rosso, il cane nel cestino, quando improvvisamente e senza motivo una macchina gli è andata addosso. E' stato sbalzato in aria ed è ricaduto prima sul cofano e poi per terra. Il cane, più elastico, è atterrato senza danni, lui invece contusione al fianco sinistro.

Vabbè, basta. E' finito tutto bene: nessun danno agli organi interni, solo un po' di dolore per una costola fratturata. Risolvibile con antidolorifici.

Poi a poco a poco le riflessioni: -Certo mi è andata bene. Potevo battere il capo, rompermi qualcosa, anche restare paralizzato. Tutto in un attimo.-
"Come è leggera la vita"

martedì 10 giugno 2008

La felicità 3

Insomma, e con questo chiudo con l'argomento, la felicità è quando ti rendi conto che la vita è proprio bella.

sabato 7 giugno 2008

La felicità 2

Metti a sedere una signora per farle fare colazione, poi le porti una bacinella per lavarsi i denti e infine le sciacqui la tazza. E lei ti ringrazia ad ogni passo che fai grazie grazie grazie finchè non ti vede più perché sei uscita dalla sua stanza. Tu che puoi, lei no.

venerdì 6 giugno 2008

La felicità

Sei lì tranquilla a prendere il sole sul bagnasciuga. Qualche ondina arriva a lambirti i piedi. Non ci fai quasi caso. Poi all'improviso CIAF ecco quella grossa, improvvisa, inaspettata e ti bagna da capo a piedi, ti investe, ti inzuppa, ti travolge, ti sposta con la sua forza, quasi ti porta via.
E te sei lì, frastornata, incredula, ma guarda che m'è capitato.
Insomma, a questo punto buttati e via! E' così bello il mare.

martedì 13 maggio 2008

Palestra


Sono tornata in palestra dopo un riposo forzato: contusione a un ginocchio da caduta di bici.
Ho cercato di contenermi con gli esercizi, ma ora mi fa male tutto! Oddio che catorcio!
Ridotta alla ginnastica dolce per anziani. Sob.

venerdì 9 maggio 2008

Casa mia


La finestra sui tetti è aperta, finalmente, ed entra un'aria tiepida e piacevole. Ma non solo, entra il ciguettio dei passerotti, il suono di una fisarmonica, un leggero brusio che mi ricorda comunque dove sono: nel pieno centro di una città turistica e superaffollata.

E' il mio nido tranquillo. Per ora. Ma la voglia di andarmene da qui monta giorno dopo giorno (comunque sto al 4° piano).

Può darsi. Può darsi.

martedì 6 maggio 2008


Altissimu,

onnipotente bon Signore,

Tue so' le laude, la gloria e l'honore et onne benedictione.
Ad Te solo, Altissimo, se konfano,

et nullu homo ène dignu te mentovare.

Laudato sie, mi' Signore cum tucte le Tue creature,

spetialmente messor lo frate Sole, lo qual è iorno, et allumini noi per lui. Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore: de Te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si', mi Signore, per sora Luna e le stelle: in celu l'ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si', mi' Signore, per frate Vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale, a le Tue creature dài sustentamento.

Laudato si', mi Signore, per sor'Acqua la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si', mi Signore, per frate Focu, per lo quale ennallumini la nocte: ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si', mi Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti fior et herba.

Laudato si', mi Signore, per quelli che perdonano per lo Tuo amore et sostengono infrmitate et tribulatione.

Beati quelli ke 'l sosterranno in pace, ka da Te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato si' mi Signore, per sora nostra Morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò skappare:

guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;

beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati, ka la morte secunda no 'l farrà male.

Laudate et benedicete mi Signore et rengratiate e serviateli

cum grande humilitate.

lunedì 24 marzo 2008

Gatto nero

Vi è mai capitato che un gatto nero vi attraversasse la strada? A me due volte: la prima mentre stavo andando a dare l'esame di maturità, che ho passato senza lode nè infamia, come del resto mi aspettavo, e la seconda volta ieri, mentre tornavo a casa. E sono arrivata.

La cosa buffa è che il tipo sulla corsia opposta che si è visto tagliare la strada da quella freccetta nera come a me, lui si è fermato ed ha lasciato che qualcuno lo sorpassasse e si prendesse così la malasorte al posto suo. Ma via!!

Però chissà, forse io sono immunizzata da 13 anni di convivenza con lui:

venerdì 21 marzo 2008

Al cinema

Le due amiche erano entrate nella sala semivuota del pomeriggio e si erano sedute nelle poltrone rosse convinte di vedere un filmino tranquillo, divertente, bellino.
Invece no.
Era uno strano film, un cartone animato "povero", bidimensionale, come non siamo più abituati a vederne. La storia però da urlo: l'adolescenza di una ragazza iraniana che ha vissuto i cambiamenti epocali dallo scià fino al'integralismo di oggi.
La guerra fatta con le stesse armi fornite anche al nemico, le morti inutili, le delazioni, la mancanza di libertà, il velo.
Sprofondate nelle poltrone le due amiche erano sempre più sconvolte ma catturate da quelle semplici immagini che sapevano essere più esaurienti della realtà.
Una si riprometteva di far vedere il film ai suoi allievi; l'altra cercava di mascherare l'emozione chissà come perché non aveva neanche il fazzoletto a portata di mano.
Poi la botta finale: un semplice particolare, due parole, ma dette con quella intonazione e l'uso del fazzoletto è divenuto una necessità imperante.
- Accidenti, non credevo che ti avesse così sconvolta! -
-No no, ora mi passa -
Un semplice particolare, due parole che avevano risvegliato un ricordo sopito, una persona speciale. Che non vedrò più.

sabato 8 marzo 2008

Sette segreti

1. Quando ero bambina ho tagliato in due delle formiche stupendomi di come continuassero a muoversi per un po'. Ancora oggi mi chiedo che razza di mostro fossi.

2. Ai tempi delle scuole medie avrei dato non so che per essere un maschio o comunque per sembrarlo. Come donna mi sentivo estremamente vulnerabile, poi ho fatto diversi anni di ju-jitsu e mi sono sentita meglio.

3. Mi capita di lasciarmi prendere da improvvise e furiose antipatie verso persone magari appena intraviste. Non sarà che do troppa importanza al linguaggio non verbale?

4. Rimpiango i brevi periodi dell'innamoramento, quella sensazione di svagatezza, imbambolamento, fluttuante felicità, alternati alla cupa disperazione di un dubbio improvviso: -e se lui non...-

5. Fufi, il mio gatto-rospo. Non lo sopporto più. Penso seriamente al divorzio.

6. Ho molta molta molta stima di me stessa. Il che mi porta a giudicare gli altri forse più aspramente di quanto meriterebbero. Anzi, di certo.

7. Davanti alle Ninfee di Monet mi sono messa a piangere: mi vergognavo come una ladra sperando che tutti pensassero ad un forte raffreddore, invece no, è l'emozione, come quando passano i cortei coi costumi storici per le vie della mia città, una cosa messa su per i turisti, ma io piango.

giovedì 14 febbraio 2008

Mare made in Ithaly

Una giornata d'inverno al mare,



la spiaggia bianca

e i colori caraibici


...di Rosignano Solvay.


Tango al Sale



No, non si tratta di una nuova trovata per invogliare la gente a fare i corsi, è solo il nome del teatro dove ieri c'era questo spettacolo con chitarre e ballerini, che ho molto apprezzato.
In effetti devo ammettere che la voglia di imparare viene e anche prepotentemente. Ma quello che poi mi frena è che per imparare ci vogliono anni e neanche ci si arriva a certi livelli, ormai.
Quindi lascio perdere la pratica e mi dedico alla contemplazione.
Tutto qua.

venerdì 11 gennaio 2008

tratto da "Moby Dick"

"Sì, c'è la morte in questa impresa della caccia, l'indicibilmente fulminea, caotica spedizione di un uomo nell'Eternità. Ma, e con questo? Io credo che abbiamo preso un grosso abbaglio in questa faccenda della Vita e della Morte. Credo che ciò che chiamiamo la mia ombra sulla terra sia la mia sostanza vera. Credo che nel guardare alle cose spirituali, noi siamo come ostriche che osservano il sole attraverso l'acqua e ritengono quell'acqua densa la più sottile delle atmosfere. Credo che il mio corpo sia soltanto la feccia del mio essere migliore. Di fatto, prenda il mio corpo chi vuole: prendetelo, non sono affatto io. E allora tre evviva a Nantucket, e venga la lancia sfondata e il corpo sfondato quando vogliono, poiché di sfondarmi l'anima, nemmeno Giove è capace."

giovedì 27 dicembre 2007

Come rimediare un regalo...

...e sentirsi imbarazzati.

E' successo questo: nell'appartamento accanto al mio già da due mesi stanno facendo dei lavori di ristrutturazione. Un viavai continuo di muratori, falegnami, elettricisti etc.etc.

Che ovviamente sporcano. Molto.

E non puliscono. Mai.

Quindi io mi sono ritrovata a navigare in ogni genere di sudicio lasciato anche davanti al mio portone, sperando sempre in una pulizia che però non è mai stata fatta.

Fino a che due gioni fa, Natale, aprendo la porta e vedendo addirittura assi e scatoloni lasciati lì nel mezzo, sono arrivata al punto di saturazione completa e ho attaccato al loro portone un biglietto con parole di fuoco. Più o meno. Perchè poi in fondo mi dispiaceva. Ma non mi sembrava giusto, ecco.

Oggi sono tornata a casa e non solo il pavimento era spazzato e lavato, ma davanti alla mia porta c'era addirittura un pacchetto. Ora scoppia, ho pensato. Invece no: cioccolatini, e che cioccolatini!

Accompagnati da un imbarazzatissimo biglietto di scuse.

Ecco. E ora quella imbarazzata sono io.

Però il regalo lo hanno azzeccato.

domenica 25 novembre 2007

42,195


La maratona di Firenze non è certo fra le più conosciute, ne' fra le più importanti del pianeta, ma nel suo piccolo riesce comunque a rompere le scatole.
Si tratta di un percorso di 42 km e più che si snoda nelle strade del centro facendo ovviamente diversi giri uguali perché il centro è quello che è, e guai a debordare
Ora, è vero che chi abita qui debba avere uno spiccato senso di adattamento e tolleranza (i turisti te li trovi addirittura per le scale, vai avanti a gomitate, è un'impresa parcheggiare anche una bici), ma ora anche la maratona!
Che poi io non ho assolutamente niente contro quelli che corrono. Poverini, se gli va a loro.
Ma le transenne. Le transenne proprio non mi vanno giù.
Io stamani per tornare a casa ho dovuto attraversare due volte il percorso di gara e mi sono fatta quindi due code.
Sì perché bisognava aspettare che i corridori passassero, o che comunque ci fosse un po' di spazio fra uno e un altro e allora via, l'addetto alle transenne ti faceva passare di là, ma di corsa.
Uno con la bici, poveretto è rimasto lì non so quanto prima di avere il permesso: era troppo ingombrante.
Non nego che mi sono un po' lasciata prendere dalla rabbia: ma guarda te che lavoro bisogna fare per tornare a casa.
Poi invece quando mi sono ritrovata a correre per raggiungere l'altra sponda, m'è venuto da ridere e ho visto che la gente intorno a me faceva lo stesso.
In effetti, dai, perché farsi tanti problemi, la vita è bella anche con qualche transenna.

lunedì 5 novembre 2007

Foto d'autunno



Ma quanto mi piace l'autunno!!


.....e le castagne e i funghi e il primo freddolino.



e Budino!



giovedì 18 ottobre 2007

Coincidenze

Oggi 18 ottobre sono andata trovare una mia amica convalescente a casa sua. Potevo andarci ieri, e invece ci sono andata oggi. Le ho portato un gelato, un paio di dvd e siamo rimaste a chiacchierare tutto il pomeriggio.
Solo quando stavo per andarmene mi ha ricordato che oggi è il suo compleanno.
Che figuraccia!! E pensare che lo so, lo so da una vita che oggi è il suo compleanno, ci sto attenta a queste cose e invece stavolta completamente svanito.
Però sono andata a trovarla proprio oggi, non ieri.
Lei ha detto che comunque qualche neurone ha funzionato, ma è un medico e resta sul pratico.
Io invece credo nelle coincidenze. Sbaglio?

domenica 14 ottobre 2007

Film


Ho visto "Stromboli, terra di Dio" alla mediateca perché è impossibile trovarlo altrove.
E' strano come alcuni posti dove vai restano dentro in un modo particolare e poi lavorano dall'interno, diventano una parte stabile dei ricordi, un luogo dove è piacevole tornare col pensiero.
E infatti a me capita che appena trovo un riferimento anche minimo alle Eolie, mi ci butto a capofitto, me lo bevo, ci pongo tutta la mia attenzione.
Questo film poi è così diverso dal solito, anche se la pellicola è ridotta da far paura e la lingua è originale, nel senso che ognuno parla la sua, è un film accattivante, intenso e lascia straniti.

mercoledì 3 ottobre 2007

Grrrrrrrrrrrrrrrr!!!!!!!!

E' da stamattina che corro, da quando sono uscita dal lavoro. Paradossale, ma vero.
La notte è stata super tranquilla: tutti buoni, dormienti, apiretici e antidolorifici.
Ma dalle 7 via con Ridolini: arriva il cambio, do le consegne quasi in rima, mi precipito a far la doccia, senza capelli che non ho tempo, poi risalgo dai meandri del sottosuolo, esco nella mattina frizzante, inforco la bici e mi precipito all'appuntamento con la dottoressa della Medicina del Lavoro. In perfetto orario: 7,30. Porta chiusa, mi ricorda qualcosa. Busso e mi apre una tipa con una faccia antipaticissima che mi spiega che c'è già una mia collega dentro.
Ma come? Sono la puntualità fatta persona, ho corso come una matta per venire a fare quell'inutile visita di routine, e questa mi fa passare un'altra?
Lo ammetto, quando è toccato a me ci ho leticato.
Troppo suscettibile?
Sì, forse sì. Ma dopo la notte ho sempre ragione io. E non mi contraddite!

domenica 30 settembre 2007

Pianura Padana

Io la pianura padana l'avevo sempre attraversata di corsa considerandola un noioso intermezzo tra le mie colline e le fantastiche montagne del nord.
Poi invece mi è capitato di fermarmici in mezzo, di lasciare l'autostrada e di infilare per quelle stradine collaterali, sempre più strette, dritte come fusi e con singolari curve ad angolo retto per non alterare la simmetrica organizzazione dei campi coltivati.
Allora lentamente ho cominciato a guardarmi intorno scoprendo paesaggi incantati con la bruma dell'alba che sfuma i pioppi e le cascine con quei tetti lunghi, e il verde della campagna che ha già un che di autunnale, e i campanili esili che fanno venir voglia di salirci sopra per vedere un po' più in là. E su tutto la placida presenza del Po, signore incontestato della valle.
Insomma, sono rimasta affascinata dal paesaggio e dalla calma che irradia.
Non più noia, ma pacatezza e serenità.

lunedì 3 settembre 2007

Primaaaaaaaaaaaaaaaaa

Ok, ora non mi guardate male perchè approfitto del fatto che voi probabilmente siete già a letto a dormire, mentre io a lavorare (in qualche modo dovevo pur vendicarmi), ma è che io sono a lavorare solo fisicamente.
Tutto il resto è ancora lassù.
Mi mancate da matti.
E il bello è che questa sensazione me la porterò dietro fino alla prossima volta.
E' vero, non saremo più gli stessi. E preferisco così.

domenica 26 agosto 2007

Mal di denti

Passi una nottata in bianco perché ovviamente il tuo dente ha deciso di farti male l'ultimo sabato d'agosto.
La dentista ufficiale è ancora in ferie.
Il Ketorolac fa per due ore e rizzati, nel vero senso della parola: a letto non ci puoi stare. Finalmente alle 8,30 apre l'ambulatorio estivo di odontostomatologia nell'ospedale all'altro capo della città.
Ma per fortuna almeno quello c'è.
Ti ci precipiti e vorresti tanto avere sirena e lampeggianti sul tetto della macchina.
Parcheggi come capita, alla facciaccia del vigile.
Ma è in ferie anche lui.
La donnina della portineria è sollecita e precisa nel dirti dove andare, meno male.
Arrivi davanti alla stanza N°7.
Chiusa. Si prega di non bussare.
Ti siedi e aspetti un po' preoccupato mentre noti che l'effetto dell'ultimo antidolorifico preso sta svanendo.
Ore 8,50 si affaccia un'infermiera gentile per dirti che il dottore sta per arrivare.
(Chissà perché li difendiamo sempre).
Ore 9 arriva il dottore, si suppone: è vestito di verde, faccia incazzata perché lavora di domenica.
Entri.
E questo comincia a picchiettarti con quel suo malnato strumento proprio dove senti male.
NON GLIELO AVRESTI DATO TE UN MORSO??

giovedì 12 luglio 2007

Nuvola



Ecco, non è niente di particolare ne' come foto ne' come soggetto. Solo rimango incantata dai colori e mi sento bene.

Tramonto al Forte Belvedere.

sabato 16 giugno 2007

La Biblioteca delle Oblate








Non sembrerebbe, ma è una biblioteca, ex convento, ex ospedale femminile.



Ci stavano le Oblate, appunto, suore infermiere chiamate da Folco Portinari, nel XIII secolo, a occuparsi dell'ospedale che aveva fondato.



Adesso ne hanno ricavato una biblioteca e vedessi che posto!



A piano terra si studia, al primo si legge e al secondo, che sarebbe l'antico stenditoio dei panni, si chiacchiera, piano, si guardano film e si beve una bibita all'ombra del cupolone.




Il tutto a due passi da casa mia!

Penso proprio che ne approfitterò e non poco.


Quando si dice la fortuna.

lunedì 11 giugno 2007

Luoghi di confine


"Cos'è, cosa rappresenta un ponte?
Il separarsi, il ricongiungersi, unione e passaggio tra le genti.
Un punto d'incontro, luogo-oggetto conteso,
di transizione, di conflitto, diaframma tra due sponde, grido tra due estremi.
Elemento simbolico del percorrere; veicolo di guerra, veicolo di pace.
Struttura preziosa da salvaguardare, da evidenziare, da ancorare, da legare.
Elemento sospeso indispensable per il cammino degli uomini, per andare oltre, al di là del solco, della frattura, della crepa, dell'invalicabile.
A cercare un'altra mano, altre mani, altri sguardi, altri pensieri."
l'autore: Patrizio Pampaloni

venerdì 8 giugno 2007

Una nuova trovata

Sto tornando verso casa, ore 22,30, e mentre attraverso Piazza del Duomo in bici mi accorgo che qualcuno sta parlando con un megafono. Ma senti, e questa che roba è? Mi guardo in giro per scoprire a chi è venuta questa idea balzana: solo turisti che camminano su e giù.
Proseguo per via Calzaioli e a questo punto non posso fare a meno di notare che il tipo con l'altoparlante insiste, anzi sta facendo una predica come in chiesa, parla di Dio, della carità, della fede, con quel tono suadente che fa tanto "prete".
Oddio.
Ma che sta succedendo? Stanno catechizzando la gente che cammina per strada con dei megafoni posti strategicamente in alto, dal Duomo a Piazza della Signoria.
La prima cosa che penso è: Ma come si permettono!? Poi mi vengono in mente i lager dove la gente era costretta a sorbirsi tutto il giorno quello che i nazisti volevano.
Sono scandalizzata, incredula e preoccupata; mi sento privata della mia tranquillità, del mio diritto ad ascoltare chi mi pare e quando mi pare. Che diritto hanno questi di entrarmi addirittura in casa fino alle 11 di notte con le loro prediche?
E' una violenza inaudita.
Anzi, anche troppo.

sabato 2 giugno 2007

Alternative

Dal prossimo luglio l'ENEL non sarà più l'unica società venditrice di energia in Italia.
A Terra Futura, una mostra sull'ecologia che c'è stata recentemente a Firenze, ho trovato lo stand de "La 220": una nuova azienda che si propone come venditrice di energia pulita, cioè solare e eolica.
A me sembra un'ottima cosa. Comunque c'è il sito, se vi interessa dateci un'occhiata.
www.la220.it

giovedì 24 maggio 2007

Conversazioni rubate

Ho seguito, con un orecchio solo, questo racconto fatto da una tipa negli spogliatoi della mia palestra:
"Stamani sono andata a trovare una mia amica. C'era anche sua figlia e ci siamo messe a parlare un po' mentre la mia amica era andata in bagno. Noi si parlava e si parlava, a un certo punto ci siamo accorte che la mia amica non usciva più dal bagno. Allora siamo andate a vedere: si era sentita male, forse la pressione bassa. La figliola è andata in farmacia perché doveva comprare delle cose per sé. Io le ho detto di comprare anche un tubetto di PASTA D'ACCIUGHE."

A quel punto le orecchie mi si sono drizzate e sono orripilata, temevo di aver capito male, anzi, speravo: la pasta d'acciughe?

giovedì 17 maggio 2007

Giotto e Masaccio


La settimana della cultura quest'anno l'ho proprio saputa sfruttare.

In Santa Maria Novella ci siamo state solo due ora ad ascoltare la guida, ma non sarebbe bastata una settimana a voler vedere tutto.

E io che ho sempre preso come dato di fatto, come luogo comune, che Firenze fosse un gioiello. Però solo guardando bene te ne accorgi e te la godi appieno.






martedì 15 maggio 2007

No!

Arte mi ha appena detto che va a donare il sangue e a me improvvisamente è riaffiorato un ricordo: sono sdraiata su un letto estraneo, mi guardo intorno, dalla finestra un paesaggio che non conosco, una figura femminile in controluce, vaga, discreta.
So che il mio sangue sta uscendo attraverso un ago nel braccio. Non lo vedo. Non mi interessa quello, ma le mie sensazioni. Sono tranquilla, solo un po' curiosa di vedere cosa succederà, quando perderò le forze, cosa vedrò dopo.

E invece all'improvviso alzo la testa, dico "no!" e mi sveglio.

Peccato, chissà che avrei visto, o chi.
Per ora prevale la voglia di vivere.

martedì 8 maggio 2007

L'Arte del gelato


Notare la faccina a "come mi piace il gelato" e non ha tutti i torti: era davvero buono.
Giornata felice passata con Arte a giro per Firenze: mostre fotografiche, musei, librerie, shopping, non ci siamo fatte mancare niente. Neanche il "dulcis in fundo".
Ingrasseremo.

sabato 5 maggio 2007

RIECCOMI!

Ma quanto mi siete mancati!
Sono stata quasi un mese senza collegamento internet e senza poter utilizzare il blog che pareva essere sparito nel nulla e oggi finalmente, e soprattutto grazie a Gidibao, ci risono.
Scommetto che nessuno se n'era accorto.
Dai scherzo!
Insomma, ora vado a fare un giretto per aggiornarmi.

domenica 8 aprile 2007

W le Apuane

Due giorni liberi.


Finalmente.


Che si fa, si va al mare?


Al mare!? Ma lo sai che pigia-pigia.


Hai ragione, meglio la montagna.


Le Apuane, dormire nel rifugio, mettersi in marcia presto e salire, salire, salire.


Beh, non tutti apprezzano.


Meglio! Pochi ma buoni.

E il cane si porta?

Voi che dite, camminava più di noi la bestiolina nera e ci ha anche fatto comodo per ritrovare il sentiero. Perché ovviamente stavamo per sbagliare strada, ma lui col suo naso...

Insomma bellissima gita e posto da urlo.

Con eco.

giovedì 5 aprile 2007

generosità

Se mantiene quello che promette....


....fra un po' nelle ciliegie ci faremo il bagno.

lunedì 26 marzo 2007

Danse mon Esmeralda

.....laissez mon ame s'envoler
loin des misères de la terre
laissez mon amour se meler
à la lumière de l'univers
à la lumière de l'univers.

mercoledì 21 marzo 2007

Adattamenti


Ho deciso di regalare un'orchidea. Il problema è trasportarla in bici senza che si sciupi.
Così la fioraia le ha messo il cappottino.
Ottimo inizio di primavera.

domenica 18 marzo 2007

Terme

Acqua calda, accogliente come il lontano liquido amniotico, idromassaggi, bolle, nebbiolina, spruzzi, relax nel solarium su morbidi lettini, la doccia bollente e infine il thé. Nel salone del Caffè delle Terme.

Un'atmosfera d'altri tempi, liberty floreale, luce morbida, tappeti, tavolini tondi.

Una clientela datata; chi legge il giornale, chi fa due chiacchiere in tono pacato.

Io e la mia amica ci siamo sorprese a ipotizzare un futuro non più così remoto in cui, tranquille anziane signore, ci siederemo a quei tavolini tondi a fare due chiacchire o a leggere il giornale dopo una giornata di relax alle terme.
Passato, presente o futuro?

lunedì 12 marzo 2007

Cézanne a Firenze



La mostra su Cézanne è molto interessante. Ma eviterei la domenica se fossi in voi: c'è il pienone.

L'unico fatto positivo è che si possono scattare foto proibite sotto il naso dei custodi, tanto c'è sempre qualcuno che ti para.

E poi è buffo ascoltare i vari commenti: c'è sempre immancabilmente qualcuno che critica l'organizzazione -dovevano fare dei corridoi di scorrimento così la gente non stava a ore davanti a un quadro - qui la luce fa pena - ma che caldo qui dentro -, qualcun'altro che guarda fuori dai finestroni e commenta un programma della TV, altri ancora che parlano astruso con termini ad esclusivo uso dei critici d'arte e infine qualche studente che fa commenti su colori e pennellate.

In ogni caso c'è sempre qualcosa da imparare. E poi fa bene agli occhi vedere cose belle.

mercoledì 7 marzo 2007

Perle


Una mia amica mi ha raccontato che per tirarsi un po' su di morale si è regalata delle perle.
Poi però le è venuta in mente una vecchia diceria e cioè che le perle portano lacrime.
Ma dai! Come si fa a pensare che un qualcosa di così bello, luminoso, serico, possa "portare" altro se non gioia.
Per me toccare le perle, guardarle, sentirle, è solo gioia.

venerdì 23 febbraio 2007

"quasi" primavera


Le note di un violino salgono fino a me attraverso la finestra aperta. Oggi sembra primavera, il sole, la dolcezza dell'aria, i primi fiorellini. Ma questo violino suona note tristissime.
Penso al puntino dello Yin e dello Yang: bianco nel nero e nero nel bianco.
Come rinunciare a qualcosa di bello anche se sai che non durerà?
C'è il contrasto in tutto.

mercoledì 31 gennaio 2007

Jekyll and Hyde

Ieri sera verso mezzanotte stavo tornando a casa percorrendo il breve tratto che divide il parcheggio delle bici dal portone del mio palazzo, saranno 50 metri.
A un certo punto vedo con la coda dell'occhio uno che mi si avvicina. Tiro dritto e faccio finta di nulla. Ma il tizio mi si affianca, è un ragazzo arabo e comincia a chiedermi insistentemente che musica sto ascoltando. Avevo le cuffie per riparare le orecchie dal freddo e si capisce benissimo che non suonano. Ma lui è lì che insiste e continua a camminarmi accanto.
Ora devo confessare che ero su di giri per una discussione da poco conclusa con Gabriele ed è di sicuro stata l'adrenalina che ancora circolava abbondantemente nelle mie vene a farmi reagire in un modo che tuttora mi sorprende: mi sono girata verso l'inopportuno tizio e gli ho detto. - Ti levi di culo? Grazie!- e siccome lui continuava a sghignazzare gli ho anche fatto il gesto del dito. Ormai ero lanciata.
Mi è andata bene: ha girato in un'altra stradina e io sono arrivata sana e salva a casa.
Mi sentivo invincibile, so perfettamente che se mi avesse toccato lo avrei picchiato.

Le conclusioni che traggo adesso sono due:
- ho rischiato ma ero troppo arrabbiata per lasciar perdere
- non mi conoscevo sotto questo punto di vista

e questo secondo punto è sconvolgente: io che mi ritengo una persona tranquilla e accomodante, in quel momento avrei potuto davvero fargli male senza nessuna remora.
Ma allora io come sono davvero?

sabato 30 dicembre 2006

Una scelta

Ieri sera è venuta in reparto una signora per un piccolo trattamento terapeutico. L'avevamo conosciuta l'anno scorso quando era ricoverata per la chemioterapia: una tipa da prendere con le molle, la classica "rompi" che stava attenta a tutto e voleva sapere il significato di ogni mossa. Ci si sentiva controllati e giudicati. Non è facile lavorare così. Però io e la mia collega eravamo riuscite a trovare un varco nella sua ritrosità e a carpire un po' della sua fiducia. Insomma, andavamo d'accordo.
Rivederla non è stato un shock: mi pareva in forma, elegante, ben pettinata, scattante.
E infatti gliel'ho subito detto:- Ehi, la trovo davvero bene!- Ma sono stata subito smentita. Ha raccontato di essere stata operata addirittura due volte al fegato e nonostante questo il cancro è ritornato caparbio sempre lì. Ha detto che i dottori le hanno proposto di nuovo una certa chemio che lei ha già fatto e di cui conosce gli effetti collaterali che la spaventano: non tanto la nausea e il vomito, ma la pelle delle mani e dei piedi che si secca, si spacca, sanguina, fa male.
Detto così sembra tollerabile: hai la pelle secca sì, ma sei viva. Beh, è proprio questo il punto, ha continuato lei, che non è più disposta a soffrire, neanche relativamente poco, per vivere forse altri cinque o sei mesi. Non ne vale la pena.
Io e la mia collega siamo rimaste zitte ad ascoltarla e credo che lei non pretendesse altro, ne' smentite ne' conferme: era già oltre.
Se n'è andata col suo passo deciso, la faccia di chi ha raggiunto una certezza. Lasciandoci sbigottite, ammirate, tristi.



Scusate ragazzi, mi rendo conto che ultimamente i miei post tendono a essere monotematici: parlo sempre di lavoro.
Il fatto è che certe cose mi colpiscono, mi fanno riflettere e ho bisogno di sapere che qualcuno proverà a capire, proverà a immedesimarsi anche solo un attimo. Mi fa bene sapere che ci siete.

lunedì 11 dicembre 2006

Idrolitina

h 3.50 a.m. -Ciao, non dormi?- Mi sono appena affacciata alla porta e lui ha aperto gli occhi. Non dorme. Ha la febbre, i globuli bianchi sotto i tacchi, gli girano parecchio le scatole e ha sete.
Mi fa: - Senti, ti riesce preparare l'idrolitina?- Eh?- Sì, quella bustina da mettere nell'acqua per farla sapere di qualcosa-.
Pensavo non esistesse più, è da quando ero piccina che non la sentivo rammentare; mai usata in casa mia, forse la prima volta che l'ho vista è stata dalla Cinzia quando avevamo meno di dieci anni. Una bottiglia d'acqua quasi piena, la bustina da rovesciare dentro, precisa, senza buttarla di fuori e poi si strige bene il tappo e si agita.
Io non sono mai riuscita a berla, mi dava un senso di artefatto, di alchemico, di innaturale e poi era anche un po' salata.
Ma a sentire loro, i cultori dell'idrolitina, non c'era niente di meglio.
Va beh.
A preparargliela ci sono riuscita senza buttarne di fuori neanche un chicco e certo dà soddisfazione vedere che ne ha già bevuta mezza bottiglia.
Basta poco a volte a far contento qualcuno.

giovedì 23 novembre 2006

courtoisie, gentillesse, amabilité

Avevo portato il mio fantastico velocipede a raccomodare, anche lui sente l'età, ma poi quando bel bella sono andata per riprenderlo, ho scoperto che non l'avevano neanche toccato: troppa fila prima.
Bene, e ora come ci vado a lavorare? A piedi? Lontanino. In autobus? Per carità!
Per fortuna il raccomodatore mi è venuto incontro offrendomi un incredibile servizio: la bici di cortesia!
La bici di cortesia. Che bella idea. Me ne sono servita "a gratis" fino a che non mi hanno reso la mia e devo dire di essere rimasta davvero sorpresa. Cortese la bici e cortese il biciclettaio. Ci vediamo alla prossima foratura!

sabato 4 novembre 2006

Quattro Novembre

Oggi 4 novembre giornata delle forze armate.
Ma chi l'ha detto ?
Oggi 4 novembre giornata delle forze DISARMATE.
L'ho trovato scritto su un volantino distribuito dagli Umanisti che sfilavano per la mia via.
Mica male l'idea. Soprattutto mi piace il fatto che nella mia città dedita al e schiava del turismo, qualcosa si muova, anche solo un corteo che sventola bandiere arcobaleno.

mercoledì 18 ottobre 2006

Nobiltà decaduta

La prima cosa che si nota di lei sono i capelli, anzi la parrucca, lunghi, neri, lucidi, veri senza dubbio, forse erano i suoi. Quelli di adesso si intravedono sotto, crespi e grigi.
E' alta e secca, gli occhi diafani protetti dalla frangia e da enormi occhiali da sole. Ci vede poco comunque.
L'abbigliamento è bizzarro: una giacca nera avvitata, una sottanina fatta all'uncinetto come quelle coperte con tanti quadratini cuciti insieme; calze leopardate che si tuffano dentro a bassi stivaletti slacciati; una borsetta portata con noncuranza.
Un tipo eccentrico, diciamo.
Una donna anziana, sola, che vive di ricordi e certo di glorie passate. Una persona gentile e sensibile, costretta a disfarsi di una proprietà fantastica sulle colline intorno a Firenze. Le sue piante, i suoi vasi, il gazebo, i rosi.
Mi vuole regalare un acero, uno di quegli alberi che diventano tutti rossi in autunno, perché ha sentito che qualcosa ci accomuna, così come l'ho sentito io.
L'avrei abbracciata, di getto, solo per consolarla, per proteggerla, per compassione. Ma poi non l'ho fatto, forse si sarebbe spaventata.
Però è bello quando all'improvviso capita di trovarsi in perfetta sintonia con un'altra persona. Ti lascia la bocca dolce e l'anima leggera.

lunedì 16 ottobre 2006

Giudizi affrettati

"-Ma è vecchia!-, dissi. La reazione di Berenson fu violenta. -Quello che avete detto è volgare. Spero che non sarete così sciocca da credere che la giovinezza sia un merito. Anche i cretini sono giovani; ma per fare una 'vecchia' come la Wharton ci vogliono anni e decenni di educazione dello spirito, ci vuole una vita intera di lavoro, d'intelligenza e, quando il tempo incalza, anche di coraggio-."

Tratto da "Il segno sul braccio" di Clotilde Marghieri

giovedì 10 agosto 2006

koimeterion

Che sensazioni particolari. E' stata una giornata incredibilmente atipica quella che ho passato in campagna con la mia amica del cuore.
Mi sono stupita io per prima di me stessa e del mio piangere a dirotto. Non volevo che succedesse, ma ormai la diga era crollata e mi rendevo comunque perfettamente conto che piangevo per il dolore che provava lei; non so cosa avrei fatto per poterglielo evitare, ma contro la morte non si può fare niente, solo sorriderle [appunto!].

mercoledì 26 luglio 2006

Acqua a catinelle

Me ne stavo pigramente stesa al sole sul prato che costeggia la piscina, a circa 20 minuti in bici da casa mia, quando qualcuno ha detto:- Guarda che nero, fa come ieri-. Ieri, cioè, si erano aperte le cataratte del cielo e con tuoni e fulmini era venuto giù un temporale coi fiocchi.
Insomma, costretta da quella osservazione ho alzato gli occhi e ho dovuto confermare che il nero c'era eccome. Allora, un po' dispiaciuta e con molta calma ho fatto l'ultimo bagno in piscina, poi ho raccolto le mie cose, sono andata a farmi la doccia, ho raggiunto la bici e sono partita: destinazione casa mia, in centro.
I primi goccioloni mi hanno colpito in San Frediano, ma ho proseguito. Sul ponte Santa Trinita ero già da strizzare. In Porta Rossa uno spiritosone da sotto una tettoia mi ha chiesto se gli davo un passaggio, come no, salta su. In Piazza della Repubblica sono arrivata al top quando frotte di turisti dai portici mi hanno fatto l'applauso e perfino delle foto.
Insomma, ho raggiunto la notorietà senza volerlo.
Se mai vi capiterà di vedere la foto di una bischera in bici sotto un temporale estivo, beh, sono io!

mercoledì 19 luglio 2006

Energia naturale

In questi giorni ricoverato lì da me c'è un fisico, nel senso, un professore di fisica, ma non insegna e basta, fa anche ricerca. Siccome ora sta un po' meglio, ci siamo messi a parlare. Mi ha detto che per diversi anni si è occupato del nucleare e adesso è passato alla miniaturizzazione. Io l'ho guardato come se mi parlasse di fantascienza: della miniaturizzazione ho solo letto nel libro di Asimov, ma invece pare siano cose attuabili, anche se non proprio riferite a mini astronavi. Parlava della luce: in pratica esistono delle mini lampadine costituite solo da qualche centinaia di atomi che riescono a illuminare a basso costo e soprattutto senza quasi nessuna manutenzione perché durano una vita. Ma come per l'energia eolica e per i pannelli solari, anche qui chissà come, non c'è verso di andare avanti: insomma il tutto già esiste, ma non viene applicato per ragioni politiche e ovviamente economiche (leggi appalti pilotati e bustarelle varie).
Possibile che non ci diano la possibilità di migliorare la nostra vita? Eppure siamo tanti, ma non contiamo proprio nulla.
Cosa possiamo fare di concreto?

mercoledì 12 luglio 2006

In piscina

Erano almeno due anni che non vedevo dal vivo gente in costume ed erano decisamente più di due anni che non andavo in piscina, ma quando ieri ho fatto entrambe le cose, sono rimasta stupita di quanta bella gente ci sia a giro. Bella in senso fisico: corpi proporzionati, muscolosi, abbronzati, viziati direi.
Non è che mi dispiaccia guardarli, ma come al solito mi faccio prendere dalle mie vecchie idee imparate agli scout: quel che conta è esser belli dentro, gentilezza e disponibilità e ovviamente intelligenza, non hanno prezzo, il fuori è solo un involucro,...
Ma non posso negare che un po' d'invidia me l'hanno fatta e quasi mi vergognavo ad alzarmi dal mio asciugamano steso rigorosamente all'ombra, e tuffarmi in piscina.
Questo la dice lunga sul condizionamento riflesso.
Comunque, al diavolo la cellulite, il bagno l'ho fatto!

giovedì 22 giugno 2006

La prima notte d'estate

L'ho passata a vedere le lucciole. E' bello che una cosa così semplice possa dare tanta tranquillità: stavo semplicemente seduta fra le lucciole e non avrei mai smesso di guardarle. Un po' come l'ipnosi da caminetto, ma quello va bene per l'inverno.
Adesso è estate!!

mercoledì 21 giugno 2006

Tre personaggi inversi

Vittorio, suo figlio, era appena partito per l'estero, sarebbe stato via qualche mese. Lei, Marilena, lo aveva accompagnato al treno e aveva aspettato finché gli sportelli non si erano chiusi, quasi rammaricandosi che gli Eurostar, nella loro efficienza, non permettessero più a chi partiva di affacciarsi per un ulteriore saluto e a chi restava di sventolare un fazzoletto. Credo che l'avrebbe fatto.
Adesso si sentiva sola, come se le avessero tolto qualcosa di dosso, di dentro. Per fortuna però c'era Luciano, il suo uomo; lui l'avrebbe aiutata a superare questo primo momento, le sarebbe stato vicino. Ma il giorno dopo quando entusiasta gli ha fatto vedere un messaggio spedito da Vittorio, lui non ha saputo frenare un moto di ironia. A lui Vittorio non piace, crede che la cosa sia reciproca, forse sono entrambi gelosi di Marilena e non capiscono che il suo affetto per loro è uguale e diverso.
E' una guerra silenziosa e inutile che poi porta a scatti, parole e sottintesi dannosi.
Infatti Marilena si è offesa e adesso che fare? Ritornare sull'argomento, chiedere scusa, far finta di niente?
E' strano come a volte è proprio con le persone più vicine che non riesci a comunicare, gli vuoi bene e non lo dici, pensi sia sottinteso.
E continui a perdere tempo.

D/R

Domanda: Prendete il libro più vicino a voi e apritelo a pag. 18. Cosa c'è scritto alla 4° riga?
Risposta: stampante non funzionante perché si inceppa la carta

D. Qual è l'ultima cosa che avete visto alla televisione?
R. Lost

D. Senza guardare indovinate che ore sono: R. l'una
D. Adesso verificate che ore sono veramente: R. 1,14

D. Oltre al rumore del vostro computer, che altri rumori sentire?
R. Quello della stampante e il chiacchierare delle mie colleghe.

D. L'ultima volta che siete usciti, che cosa avete fatto?
R. Sono venuta qui a lavorare.

D. Prima di cominciare questo questionario cosa stavate guardando?
R. Gli orari del treno per la mia collega.

D. Cosa state indossando in questo momento?
R. Casacca bianca, pantaloni bianchi, zoccoli.

D. Avete sognato la notte scorsa?
R. Sì.

D. Quando avete riso l'ultima volta?
R. Prima, a cena.

D. Cosa c'è sulle pareti della stanza in cui vi trovate in aquesto momento?
R. Una foto, un orologio, un pannello per appunti.

D. Avete visto qualcosa di strano oggi?
R. TROPPI turisti, ma ormai è la norma.

D. Cosa pensate di questo questionario?
R. All'inizio mi fa rabbia, poi mi prende.

D. Qual è l'ultimo film che avete visto?
R. La terra

D. Se diventassi multimiliardario stasera, cosa faresti?
R. Andrei a letto contentina.

D. Racconta qualcosa di te che non sappiamo ancora.
R. Mi sono scoperta una forma acuta di passione per le arrampicate, non lo sapevo neanche io.

D. Cosa cambieresti?
R. Il panorama di stasera.

D. Ti piace ballare?
R. Mi vergogno, ma sarebbe bello.

D. George Bush?
R. Occhi troppo vicini.

D. Quale sarà il nome del tuo primo figlio nel caso fosse una femmina?
R. Sempre il solito da quando andavo a scuola: Blanche (alla francese).

D. Quale sarà il nome del tuo primo figlio nel caso fosse maschio?
R. Stefano.

D. Avete sognato di vivere all' estero?
R. Sono indecisa fra Parigi e la Nuova Zelanda. Mi attirerebbe anche la Norvegia, ma d'inverno è troppo buio.

D. Cosa vorreste che Dio vi dicesse quando varcherete la soglia del paradiso?
R. Ma figurati se c'è proprio lui lì ad aspettarmi.

D. Quali sono le altre 4 persone che dovrebbero fare questo questionario sul loro blog?
R. PiB, Lophelia, Tornasole, Riccardo.

lunedì 22 maggio 2006

Piccolo furto

Mi hanno rubato una boccettina di profumo dall'armadietto. Era nuovo, appena comprato a Parigi, ci tenevo, mi piaceva. Ci sono rimasta malissimo. Rubare, a me sembra una vigliaccata oltre che una mancanza di rispetto. E poi quell'impotenza di fronte al fatto compiuto, quel cercare di capire quando e come è successo, come se potesse servire a farci star meglio, a trovare una scappatoia al fatto che ti sei fatta fregare.
Un'ulteriore delusione è pensare che sia stata una collega, una che si cambia lì con te e approfitta del fatto che sei a fare la doccia. Ma non puoi mica chiederle di farti controllare dentro la sua borsa!
Com'è che basta così poco a farti perdere la fiducia nel mondo intero? In effetti di casi del genere, e peggio, se ne sentono continuamente, ma è solo quando ti toccano di persona che bruciano sul serio. Mi sento molto egoista. Forse questo fatto dovrebbe spingermi a fare più caso al "fuori".
Chi era Pollyanna che trovava sempre qualcosa di buono, anche nelle cose più antipatiche che le succedevano?